Yemen: Save the Children, gli ospedali hanno esaurito le medicine per i bambini affetti da malnutrizione grave

Amal*, una bambina di 2 anni, soffre di una grave forma di malnutrizione che prende il nome di Kwashiorkor, causata da carenze di proteine e nutrienti che blocca il flusso di sangue nei tessuti. CREDITI FOTO: Muhammad Awadh/ Save the Children
Amal*, una bambina di 2 anni, soffre di una grave forma di malnutrizione che prende il nome di Kwashiorkor, causata da carenze di proteine e nutrienti che blocca il flusso di sangue nei tessuti.

CREDITI FOTO: Muhammad Awadh/ Save the Children

Ai bambini vengono somministrate le cure solo se i genitori possono fornire le medicine.

Genitori disperati a cui viene chiesto di procurarsi i farmaci per curare i loro bambini e neonati malnutriti, perché gli ospedali in Yemen hanno esaurito le scorte e il sistema sanitario è al collasso. Famiglie che hanno a malapena i soldi per coprire i costi del carburante e dei trasporti per raggiungere gli ospedali, ma che anche quando riescono a farsi prestare il denaro necessario per arrivarci, non possono permettersi di comprare farmaci essenziali. Questa la situazione che il personale medico e le famiglie yemenite descrivono allo staff di Save the Children sul luogo.

 “Sabato due gemelli sono morti a causa della mancanza di medicine. La situazione qui è molto critica: riceviamo almeno tre casi di bambini malnutriti al giorno da diverse province,” dichiara il Dottor Abdullah Thabit, responsabile dell’unità malnutrizione dell’ospedale materno-infantile di Al Sabeen nella capitale Sana’a.

“Non ci sono abbastanza stanze, mancano le medicine e il personale medico. L’ospedale non può assumere altri medici perché non riesce a pagarne gli stipendi. Lo stipendio non basta perché il costo della valuta sta aumentando e il cibo è caro. Nel frattempo, chiediamo ai pazienti di comprare le loro medicine fuori dall’ospedale. Alcuni non possono permettersi i farmaci, per cui non ritornano più e non sappiamo cosa accade loro, soprattutto ai loro figli,” continua il Dottor Thabit. “I bambini stanno morendo e noi non abbiamo più farmaci. Il sistema sanitario è già crollato,” afferma il primario dell’ospedale, il Dottor Hilal AlBahri.

La piccola Amal, di due anni, era affetta da una sindrome nota come Kwashiorkor, una grave forma di malnutrizione causata da una mancanza di proteine e sostanze nutritive che intrappola i fluidi nei tessuti corporei. “Venti giorni fa ha avuto una forma di diarrea acuta. Siamo andati immediatamente al centro di salute più vicino nel nostro paese, ma i medici ci hanno detto di andare a Sana’a, perché non avevano medicinali. Quando siamo arrivati nella capitale, ci siamo recati in questo ospedale, dove mi hanno detto che mia figlia doveva prendere una medicina. Ho dovuto vendere tutti i miei gioielli per comprarla,” ha detto la madre di Amal.

Anche altri genitori hanno dovuto vendere i loro beni e chiedere prestiti. Alcune famiglie hanno detto al personale di Save the Children di aver perso il lavoro e ogni fonte di sussistenza a causa della guerra e di non poter permettersi cibo e medicine. Molti di loro consumano solo un pasto al giorno.

“Le immagini raccapriccianti di bambini che muoiono di fame che arrivano dallo Yemen ci ricordano quelle scattate in Etiopia 30 anni fa. Allora quelle immagini spinsero la comunità internazionale all’azione, ma quando si tratta dei bambini dello Yemen oggi, il mondo sembra voltarsi dall’altra parte” dichiara Edward Santiago, Direttore di Save the Children in Yemen.

Oltre alla malnutrizione e alle malattie ad essa connesse, molti bambini hanno perso la vita a causa del conflitto e ci sono state numerose segnalazioni credibili di gravi violazioni dei diritti dei bambini da parte di tutte le forze in conflitto. Almeno 1.188 bambini sono stati uccisi e più di 1.796 sono rimasti feriti negli attacchi aerei e nei combattimenti a terra dall’inizio del conflitto. Decine di scuole e ospedali sono stati attaccati ed è molto diffuso il reclutamento e impiego di bambini per usi militari, anche in ruoli di prima linea. Finora nessuno è stato chiamato a rispondere di tali azioni.

Per ulteriori informazioni:

www.savethechildren.it

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